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Unità di Biostatistica

Coordinatore
Dott. Fabio Pellegrini
f.pellegrini@operapadrepio.it

Biostatistici
Dott. Massimiliano Copetti m.copetti@operapadrepio.it
Dott. Andrea Fontana a.fontana@operapadrepio.it

L’Unità di Biostatistica gestisce attivamente le analisi statistiche dei progetti dei Laboratori di Ricerca e delle Unità Operative Cliniche di Casa Sollievo della Sofferenza, e partecipa alla pianificazione e al disegno degli studi clinici e delle sperimentazioni.

Nei suoi obiettivi rientrano inoltre il supporto metodologico alla ricerca mediante la creazione di software specifici e macro routine in linguaggio SAS e R, e la diffusione della pratica metodologica attraverso una serie di seminari e corsi ECM.

Gli ambiti di ricerca metodologica riguardano in particolare:

- Metodi statistici e informatici avanzati in genetica
- Algoritmi di classificazione tree-based e Random Forests
- Advanced topics in meta-analisi e meta-regressione
- Modelli lineari gerarchici generalizzati
- Survival analysis e longitudinal data analysis
- Statistica bayesiana
- Epidemiologia spaziale e processi di punto
- Metodologia del Propensity Score negli studi osservazionali
- Approcci adattativi e bayesiani al disegno di trial. perclinici.

Inoltre l’Unità di Biostatistica è attualmente impegnata, coerentemente con la mission dell’Istituto, nello studio e nell’implementazione di nuovi algoritmi e modelli statistici per l’analisi dei dati genetici prodotti dalle nuove metodologie di sperimentazione.Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo di procedure per l’identificazione delle interazioni miRNA -mRNA nei tumori e algoritmi bioinformatici per l’individuazione di rare Copy Number Variations associate a patologie genetiche.

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Contatti

Direttore Scientifico
Prof. Angelo Luigi Vescovi
Tel.: 0882 410927
Fax: 0882 410346
email:a.vescovi@operapadrepio.it

Direzione Scientifica
Dott.ssa Rita Mingarelli
Tel.: 0882 410346
Fax: 0882 410346
email: segreteria.scientifica@operapadrepio.it

Segreteria Scientifica
Sig.ra Filomena Battista
Tel.: 0882 410346
Fax: 0882 410346
email: segreteria.scientifica@operapadrepio.it

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Il Direttore Scientifico


Il professor Angelo Luigi Vescovi dal gennaio del 2010 è direttore scientifico dell’ospedale IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza.Angelo Luigi Vescovi, nasce il 24 Aprile 1962 a Romano di Lombardia (Bergamo). Nel 1987 si laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano.

Dal 1990 al 1992 lavora come postdoctoral fellow presso il dipartimento di Patologia del Foothills Hospital all’Università di Calgary, Canada.Dal 1993 al 1995 è a capo dell’Unità di Neurofarmacologia all’Istituto Nazionale Neurologico di Milano. Vice-direttore dal 1995 al 1999 della Neurospheres Ltd, Calgary, Canada, opera come Professore a contratto all’Università di Milano Bicocca dal 1999 al 2000. Codirettore dello S.C.R.I., istituto per la ricerca delle cellule staminali, presso l’Ospedale San Raffaele di Milano dal 2001 al 2006, è attualmente professore di Biologia Cellulare presso il Dipartimento di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e dirige la Banca delle Cellule staminali Cerebrali di Terni ed il centro di Nanomedicina ed Ingegneria dei Tessuti dell’ospedale Cà Granda Niguarda di Milano.Le sue ricerche e la produzione scientifica sono rivolte allo studio di cellule staminali finalizzato alla terapia di malattie neurodegenerative e del cancro.

Il professore è autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, incluse le più prestigiose quali Science, Nature, Nature Medicine, Nature Biotechnology, Nature Neuroscience, Nature Reviews Cancer e Proceedings of the National Academy of Science. Ha presentato oltre 100 relazioni e letture magistrali a congressi internazionali,la grande maggioranza su invito. È titolare di finanziamenti sia nazionali che internazionali, dalla Comunità Europea e da Fondazioni Americane.

Opera come revisore scientifico per numerose fondazioni ed agenzie di finanziamento mondiali tra cui, a titolo d’esempio, la March of Dimes Americana, la Wellcome Trust inglese, la Royal Academy of Sciences Svedese, la Wolkswagen Foundation Tedesca o la European Science Foundation.È stato membro e consulente di numerose commissioni nazionali ed internazionali quali quella Nazionale per le Cellule Staminali del Ministero della Sanità, la Commissione Cellule Staminali Irlandese e della Commissione Britannica per le Cellule Staminali alla Camera dei Lords d’Inghilterra e della Commissione Cellule staminali del Governo Austriaco, nonché Membro della Commissione Cellule Staminali della Pontificia Accademia per la Vita. È stato relatore, come esperto unico sulle cellule staminali somatiche, davanti alla Commissione Europea a Bruxelles.

È membro inoltre del comitato scientifico della Onlus americana Children Neurobiological Solutions, della CELMED (Quebec, Canada), Neurogeneration (California, USA ), di Neurothon Onlus Milano, Italia), e del comitato etico Berman, della John Hopkins University. È stato Speaker Emeritus al World Economic Forum di Davos nel 2000 e della Fondazione Internazionale Pio Manzù nel 2001. Attualmente, oltre al ruolo di professore di Biologia Cellulare dell’Università di Milano Bicocca, il Professor Vescovi è docente di Cell Biology al Brain Research Center e Adjunct professor al dipartimento di neuroscienze della Università della Florida. È fondatore della compagnia di Biotecnologie StemGen srl, impegnata nella cura dei tumori cerebrali. Ha al suo attivo numerosi riconoscimenti e premi nazionali ed internazionali per l’attività di ricerca ed alla carriera.

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Il Fondatore, i discorsi

La catechesi di Padre Pio basata sul sollievo della sofferenza e sui gruppi di preghiera, veniva svolta in maniera diretta, semplice e concreta durante le confessioni, nelle conversazioni, negli incontri che aveva con il personale della Casa Sollievo, e con i semplici fedeli.

L’espressione scritta del pensiero di Padre Pio sulla sua opera di sollievo della sofferenza e sui gruppi di preghiera è rappresentata fondamentalmente da tre documenti.

  • Sulla terra è stato deposto un seme, 5 maggio 1956 - discorso dell’inaugurazione di Casa Sollievo della Sofferenza
  • Padre Pio ai suoi figli, 5 maggio 1957 - discorso del primo anniversario di Casa Sollievo della Sofferenza
  • La parola del Padre ai suoi figli, 5 maggio 1966 - discorso del decennale di Casa Sollievo della Sofferenza


I primi due sono stati pronunziati direttamente da Padre Pio. Il terzo, da lui scritto in occasione del decennale di Casa Sollievo della Sofferenza, fu letto dal cardinale Giacomo Lercaro, che celebrò la Messa a cui Padre Pio dovette solo assistere perché provato dalle dolorose vicende della visita apostolica e per le sue non buone condizioni di salute.

 

SULLA TERRA È STATO DEPOSTO UN SEME

Signori e fratelli in Cristo, la Casa Sollievo della Sofferenza è al completo. Ringrazio i benefattori d'ogni parte del mondo che hanno cooperato. Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio.

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I Gruppi di Preghiera: Risposta di San Pio a Pio XII


Porrei tre domande, a voi membri dei gruppi di preghiera, e a me. Chi siete? Chi siamo? Qual è il posto dei gruppi di preghiera nella Chiesa? La definizione su quello che i gruppi di preghiera sono, ce la dà Padre Pio. Egli ha parlato in pubblico del sollievo della sofferenza e dei gruppi di preghiera tre volte. Voi sapete che Padre Pio non predicava. Ma ha fatto un breve discorso il 5 maggio 1956, per l’inaugurazione della Casa Sollievo. Ne ha fatto un altro nel primo anniversario della inaugurazione, 5 maggio 1957. E un terzo a dieci anni dalla inaugurazione, 5 maggio 1966.

Proprio nel decimo anniversario dell’inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza, Padre Pio parla dei gruppi di preghiera, che nascono come una risposta piena a un appello che, nell’immediato dopoguerra, Pio XII rivolge alla Chiesa, domandando preghiere. C’era una umanità divisa, mortificata, abbruttita, impoverita dalle piaghe della seconda guerra mondiale. C’erano i blocchi, est-ovest; c’erano le Chiese che soffrivano per la loro fedeltà a Cristo. Cosa fare? Pio XII lancia questo invito alla preghiera a tutta la Chiesa. E Padre Pio incomincia a proporre ai suoi figli spirituali questo particolare impegno di pregare con la Chiesa, di pregare per la Chiesa, di pregare nella Chiesa, cioè nella piena fedeltà e obbedienza ai Pastori.

Ecco cosa dice Padre Pio, il 5 maggio 1966: «Il mio ricordo e paterno pensiero si rivolge in modo tutto particolare ai Gruppi di Preghiera, ormai diffusi nel mondo e qui presenti oggi, in occasione del decennale della Casa, per il loro secondo convegno internazionale. Essi affiancati alla Casa Sollievo sono le posizioni avanzate di questa cittadella della carità. Vivai di fede, focolai d’amore, nei quali Cristo stesso è presente ogni qualvolta si riuniscono per la preghiera e l’àgape eucaristica, sotto la guida dei loro pastori e direttori spirituali.

È la preghiera, questa forza unita di tutte le anime buone, che muove il mondo, che rinnova le coscienze, che sostiene la Casa, che conforta i sofferenti, che guarisce gli ammalati, che santifica il lavoro, che eleva l’assistenza sanitaria, che dona la forza morale e la cristiana rassegnazione all’umana sofferenza, che spande il sorriso e la benedizione di Dio su ogni languore e debolezza».

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Il predecessore Monsignor Michele Castoro (2010-2018)

S.E. Mons. Michele Castoro è nato ad Altamura, diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e provincia di Bari, il 14 gennaio 1952. Dopo le scuole medie ed il ginnasio frequentate nel Seminario Arcivescovile di Bari, è stato inviato a Roma dove ha compiuto gli studi liceali nel Seminario Romano Minore. Passato al Seminario Romano Maggiore, ha seguito i corsi filosofici e teologici nella Pontificia Università Lateranense e nella Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia Fondamentale. In seguito ha ottenuto la Laurea in Storia e Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari.

È stato ordinato sacerdote ad Altamura il 6 agosto 1977, per la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Ha svolto i seguenti incarichi: Segretario del Vescovo; Direttore spirituale del Seminario Minore diocesano; Collaboratore nella parrocchia della Cattedrale di Altamura; Insegnante di Religione nel Liceo classico statale e Assistente della F.U.C.I.

Assunto al servizio della Santa Sede presso la Congregazione per i Vescovi nel 1985, ne è divenuto Capo Ufficio nel 1996. Ha svolto inoltre il servizio di Archivista e poi Sostituto della Segreteria del Collegio Cardinalizio.

Eletto Vescovo di Oria il 14 maggio 2005, è stato consacrato il 25 giugno dello stesso anno.

Il 15 luglio 2009 è stato promosso alla sede arcivescovile di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e nominato Direttore Generale della "Associazione Internazionale dei Gruppi di Preghiera" di Padre Pio. Ha fatto l'ingresso nella nuova diocesi il 19 settembre 2009. Dal 1 gennaio 2010 è Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza".

E’ stato segretario della Conferenza Episcopale Pugliese e membro della Commissione episcopale della C.E.I. per l’ecumenismo e il dialogo. Dopo un breve periodo di malattia, è morto a San Giovanni Rotondo il 5 maggio del 2018.

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Le Origini

Quando nel 1916 Padre Pio, un frate cappuccino della provincia monastica che fa capo a Foggia, approdò a San Giovanni Rotondo per cambiare un po' d'aria a causa delle sue precarie condizioni di salute, trovò un convento eremitico immerso in una natura intatta e deserta, con a valle un paesino privo di ogni possibilità di assistenza e cura che non fosse quella dei diligenti medici condotti.

L'apparizione clamorosa, due anni più tardi, delle stimmate, e il conseguente enorme afflusso di folle intorno a lui, gli mostrò la sofferenza delle popolazioni più vicine del Gargano, e poi di quelle limitrofe, in tutta la sua vastità. Malati d'ogni genere lo supplicavano rivolgendosi a lui come uomo del Signore.
In particolare, lo colpiva il venire a conoscenza dei grandi disagi di chi da quei paesi arroccati sul promontorio del Gargano aveva bisogno di cure ospedaliere, o comunque specialistiche, per le quali il luogo più vicino era Foggia. Difficoltosa a raggiungersi con le strade e i mezzi di allora.

Incominciò subito a pensare a qualcosa che, per lo meno nel paese di San Giovanni Rotondo, potesse soddisfare i bisogni dei malati.Il risultato di questo suo spirito di carità fu l'"Ospedale Civile San Francesco", una piccola struttura ospedaliera che disponeva di pochi posti letto, ma attrezzata con due sale operatorie. Questa iniziativa fallì quasi subito, per il disinteresse di chi avrebbe dovuto gestirla e per una combinazione di eventi sfortunati, tra cui il terremoto del 1938 che distrusse quasi totalmente l'ex convento che ospitava il piccolo nosocomio.

Intanto, andava maturando la sua idea originaria di un sollievo della sofferenza da attuare con un nuovo ospedale da costruire nei pressi del convento, unendo le cure mediche del corpo a quelle dello spirito: la Casa Sollievo della Sofferenza.
Nata nelle parole e su appunti di carta il 10 gennaio del 1940 nella sua cella con alcuni dei suoi figli spirituali: Guglielmo Sanguinetti, Mario Sanvico, Carlo Kisvarday, John Telfener, Ida Seitz, Angela Serritelli, Cleonice Morcaldi. Un nucleo di fedeli guidati, esortati e incoraggiati da Padre Pio e mossi, nel difficile cammino intrapreso per realizzare il suo disegno, da una grande fiducia nella Provvidenza.

Con un fondo cassa di solo quattro milioni di lire, la costruzione iniziò subito dopo la sospensione forzata per gli eventi bellici, sulla base del progetto di Angelo Lupi, un uomo abruzzese di grande genialità che non era né ingegnere né geometra, ma autore di un progetto piaciuto a Padre Pio, che lo scelse tra altri indicando anche il luogo dove l'ospedale, allora chiamato "clinica", doveva sorgere: la montagna vicina.

Fu necessario uno sbancamento massiccio della dura roccia garganica, con l'arruolamento di centinaia di operai reduci dalla guerra e venuti dai campi animati dalla volontà di lavorare all'erezione di quell'Opera che appariva a tutti come un dono della Provvidenza, nato dalla spiritualità e dal grande sentimento di carità di Padre Pio.

Come sostegno di quella azione cristiana volta ad alleviare le sofferenze, nascono in parallelo all'Ospedale i Gruppi di Preghiera, un movimento spirituale laicale, diffuso in tutto il mondo, che trova il suo carisma fondamentale nella preghiera di intercessione.

Casa Sollievo della Sofferenza fu inaugurata il 5 maggio 1956 come clinica privata di 250 posti letto, con le branche fondamentali di chirurgia e medicina generale, ostetricia e ginecologia, pediatria, radiologia, laboratori per esami clinici, ortopedia, ambulatori.

Da quel giorno, l'Ospedale e i Gruppi di Preghiera rappresentano il fulcro di un programma di sviluppo che, ispirandosi alle linee generali e ai principi da lui indicati nei discorsi pronunciati in diverse ricorrenze dell'Opera, nel tempo ha prodotto, con l'appoggio della Santa Sede, cui Padre Pio ha voluto donare la sua Opera, molteplici attività ed iniziative in favore degli ammalati, dei loro familiari, degli anziani, dei bisognosi in genere.
 

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Missione

“Guardate che fama ha avuto, che clientela mondiale ha adunato intorno a sé. Ma perché? Forse perché era un filosofo? Perché era un sapiente? Perché aveva mezzi a disposizione?
Perché diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera, ed era, difficile a dire, rappresentante stampato dalle stimmate di nostro Signore. Era un uomo di preghiera e di sofferenza.” (Paolo VI)

 
Il pensiero di Paolo VI espresso tre anni dopo la morte di San Pio da Pietrelcina presenta il nostro Santo Fondatore come “epifania dell’amore crocifisso” teso a donare la sua vita perché quanti andavano a lui potessero ritrovare la gioia dell’incontro con l’amore di Dio che salva.

 
La grande Opera di Padre Pio, la Casa Sollievo della Sofferenza, è il frutto di un disegno della Provvidenza che sempre sa piegarsi, curare e sostenere il sofferente, il povero, l’ammalato.

Il Signore misericordioso si serve di un umile fraticello e del sostegno dei suoi figli spirituali e dei devoti sparsi nel mondo, per donare conforto e solidarietà all’uomo piegato e piagato dal dolore e dalla sofferenza fisica.

Inizialmente, l'idea di un ospedale da realizzare su un territorio roccioso come quello garganico, in una zona arida e povera, apparve come il progetto di un utopista che amava sognare.

La Fede, invece, è riuscita a sbancare la montagna permettendo così di realizzare quella “clinica” che Padre Pio ha tanto desiderato, sì da definirla “la pupilla dei miei occhi”.


In parallelo all’Ospedale, Padre Pio ha voluto i Gruppi di Preghiera, sorti in vista dei bisogni spirituali per la realizzazione del Regno di Dio attraverso il ministero dell’intercessione.

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Editoria

La rivista Casa Sollievo della Sofferenza nasce nel settembre del 1949 come un bollettino di poche pagine per diffondere l’idea del sollievo della sofferenza di Padre Pio.
Conquistò subito l’interesse dei figli spirituali e devoti di Padre Pio, che vi trovavano, oltre che notizie sull’Ospedale che andava sorgendo anche contenuti sui gruppi di preghiera che anch’essi, ispirati e sollecitati da Padre Pio, nascevano dappertutto.

Dopo la morte di Padre Pio, il piccolo bollettino è diventata una rivista quindicinale, semplice e sobria, che oggi ha trentasei pagine a colori e edizioni, sia pure in tiratura limitata, nelle lingue inglese, tedesca, spagnola, francese.

La rivista, organo ufficiale dei gruppi di preghiera, ha lo scopo di diffondere nel mondo:
• l’insegnamento autentico di Padre Pio, gli avvenimenti, e le attività dell’Opera, in particolare quelle legate ai Gruppi di Preghiera
• le testimonianze di chi ha conosciuto Padre Pio, e di quanti oggi vengono a contatto con il suo mondo
• il magistero del Papa e della Chiesa sui temi che riguardano la famiglia e la vita cristiana
• l’informazioni sull’attività ospedaliera e scientifica

Abbonamento edizione italiana (quindicinale):
Numero singolo: € 4
Ordinario: € 25,00
Sostenitore: € 50,00
In plico: (10 abbonamenti + 2 omaggio) € 125,00

CCP n.2717 intestato alla Casa Sollievo della Sofferenza.
Oppure:
Accredito bancario su IBAN IT31 O 030 6778 5900 0000 0000 022 intestato alla Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza presso CARIME Spa San Giovanni Rotondo.
Causale:“Abbonamento alla rivista dell’Opera”

Abbonamento edizione per l’estero (mensile):
disponibile nella traduzione inglese, francese, tedesca e spagnola

Ordinario: € 25,00

I versamenti possono essere effettuati da qualsiasi Ufficio Postale o Banca utilizzando un unico mezzo valido da tutto il mondo indicando i seguenti parametri :
Paese: IT
Check: 67
CIN: B
ABI: 07061
CAB: 15700
N° Conto: 71545529
Code Bic: BPPIITRRXXX
Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza – Opera di San Pio da Pietrelcina 71013 San Giovanni Rotondo (Italia).

Contatti
Ufficio Abbonamenti
Telefono: 0882 410252-486
Fax: 0882 452579
Redazione
Telefono: 0882 410940
Fax: 0882 411273
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Per informazioni sui versamenti effettuati tramite Conto Corrente Postale:
Ufficio Conti Correnti
0882.410345

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Cenacolo Santa Chiara

Il cenacolo "Santa Chiara" è stato realizzato dai coniugi Carlo e Clara Terzaghi con lo scopo di permettere a quanti lo desiderassero di arricchire la propria vita interiore con esercizi e incontri spirituali. L'ambiente interno, il parco che circonda il Cenacolo e la quiete del luogo favoriscono il raccoglimento degli ospiti impegnati negli esercizi spirituali.
Gestita dalla Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza in collaborazione con le Suore "Apostole del Sacro Cuore di Gesù", la struttura dispone di 70 posti letto in camere singole e doppie con servizi, una sala mensa, la chiesa, una sala convegni.
 
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Contatti
Cenacolo "Santa Chiara"
Via San Salvatore
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 456645-6305
 

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Casa S. Francesco

Agendo in coerenza con le finalità e i principi ispiratori dell'Opera di San Pio da Pietrelcina che hanno promosso e animato tutte le attività e le opere attuate per il sollievo della sofferenza, la Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza" ha avviato una iniziativa a sostegno di quanti hanno bisogno di soggiornare nella città di San Giovanni Rotondo, per curarsi, per assistere o stare vicini ai propri cari che sono ricoverati in Casa Sollievo della Sofferenza.
In questi casi, chi ha bisogno può rivolgersi alle suore Capo Sala dell'Ospedale per usufruire dell'ospitalità di Casa San Francesco, una struttura di accoglienza di tipo alberghiero dove si contribuisce alle spese con una retta minima.
Immersa nel verde in luogo ameno e silenzioso a poche centinaia di metri dall'Ospedale, Casa San Francesco dispone di 25 posti letto, suddivisi in 18 camere con servizi autonomi.
Contatti
Centro di Accoglienza "Santa Maria delle Grazie"
Piazza San Pio
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 456031-586-621-622
Email: centroaccoglienza@operapadrepio.it

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Centro Accoglienza S. Maria delle Grazie

Il Centro di Accoglienza "Santa Maria delle Grazie" è un complesso alberghiero situato a poche decine di metri dal Santuario di San Pio e dall'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.
Gestita dalla Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza" e diretta dalle Suore del Bambin Gesù, la struttura dispone di 217 posti letto, in camere singole e doppie dotate di servizi privati, suddivise tra il corpo centrale e varie depandances.

Servizi

Salone per convegni, Cappella con Eucaristia, Ristorante, Sala TV, Bar riservato solo agli ospiti, Parcheggio auto con garage.
 

 
 
Contatti
Centro di Accoglienza "Santa Maria delle Grazie"
Piazza San Pio
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 456031-586-621-622


Listino Prezzi (Validi fino al 31-07-2025)
I prezzi nella tabella si intendono A persona

 
Pensione Completa
Mezza Pensione
Pernotto e Colazione
Camera Doppia
€ 70,00*
€ 55,00
€ 40,00
Camera Singola
€ 85,00*
€ 70,00*
€ 50,00
DUS
-
-
€ 80,00
Solo Pranzo € 20,00*
 
*Compreso acqua minerale e vino

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Residenza per anziani "Casa Padre Pio"

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Il 5 maggio del 1957, primo anniversario della Casa Sollievo della Sofferenza, Padre Pio nel tracciare profeticamente le linee di sviluppo della sua Opera anticipò l'apertura di una residenza socio-assistenziale per gli anziani.
"Ad essa - disse riferendosi alla Casa Sollievo della Sofferenza - dovranno aggiungersi due case, una per donne e una per uomini, dove gli spiriti e i corpi affaticati e stanchi vengano al Signore e ne abbiano da Lui sollievo".
Quel progetto trovava concreta attuazione nel 1991 con l'apertura della Casa Padre Pio, Residenza per Anziani, costruita nel breve arco di quattro anni dalla posa della prima pietra benedetta dal Papa Giovanni Paolo II il 23 maggio del 1987.

Con Casa Padre Pio, la Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza" gestisce ed offre servizi assistenziali e sociosanitari in favore di persone anziane, secondo diverse tipologie di servizio e assistenza:
- Casa di Riposo
- Casa Protetta
- Casa Albergo
che dispongono rispettivamente di 56, 36 e 114 posti letto.

La struttura
Ubicata lungo il Viale dei Cappuccini, a duecento metri dall'Ospedale, Casa Padre Pio offre agli anziani un servizio di ospitalità di tipo alberghiero, cordiale e decoroso nel pieno rispetto della libertà personale e della dignità umana e cristiana, secondo l'insegnamento di Padre Pio.
Divisa in più palazzine collegate tra loro e immerse in un parco verde attrezzato, la struttura è dotata di servizi generali comuni ed è in grado di accogliere fino a 206 persone, sistemate in monolocali e appartamentini singoli e doppi, a seconda dei nuclei che ospita.

Servizi
Sala di lettura, sala TV, biblioteca, sala convegni, palestra con istruttore, ristorante bar, servizio di lavanderia e di parrucchiere per uomo e donna, cappella privata con celebrazione quotidiana della Santa Messa, assistenza spirituale e religiosa, assistenza socio-sanitaria garantita da personale specializzato e professionalmente qualificato.

Contatti
Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza
Viale Cappuccini
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 413080
Email: casaanziani@operapadrepio.it
 
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L'Opera di Padre Pio con affetto vicino al Papa

Giovanni Paolo II è stato sempre molto vicino all’Opera di Padre Pio, fin dal primo momento del suo Pontificato.
L’aveva conosciuta quando era venuto da Cardinale a San Giovanni Rotondo, nel 1974. In quell’occasione per un piccolo infortunio occorsogli fu prontamente visitato e curato al Pronto Soccorso.
Vi tornò da Papa per il Centenario della nascita di Padre Pio, nel 1987, soggiornando nella stessa Casa Sollievo della Sofferenza, e visitando tutti i reparti ospedalieri.
Ha ricevuto in udienza, a Roma, più volte i Gruppi di Preghiera, in particolare nel 1990, per il Quarantesimo della loro nascita.
Sempre, nelle loro riunioni, i Gruppi di Preghiera hanno pregato per il Papa. Un invito a offrire preghiere per il Sommo Pontefice che risale a Padre Pio, che espressamente lo mise a base delle riunioni dei Gruppi da lui voluti.
Particolarmente in queste ore, l’Opera di Padre Pio, con i suoi Gruppi di Preghiera, è vicina al Papa, con tutto il suo affetto e la sua riconoscenza, per quanto ha avuto sempre da Lui. Ultimamente con l’assegnarle come capo l’Arcivescovo della Diocesi, Delegato per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina, Monsignor Domenico D’Ambrosio.


Dalla Redazione della rivista «La Casa Sollievo della Sofferenza»

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Presentazione

Il Centro Internazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio ha sede a San Giovanni Rotondo nella "Casa Sollievo della Sofferenza". Esso, culla dei Gruppi, è ubicato al numero 172 del Viale Cappuccini, e rappresenta il centro pulsante, il riferimento ufficiale, autorevole e unico per il mondo dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio.

Esso segue la formazione, l’organizzazione e la vita dei Gruppi di Preghiera. Gli uffici del Centro svolgono tutta una serie di compiti organizzativi; amministrano, ad esempio, tutte le pratiche relative ai Gruppi di Preghiera esistenti e si occupano di registrare i nuovi Gruppi e di orientarli in tutti i passi necessari, verificando che il tutto avvenga secondo le indicazioni dello Statuto, approvato dalla Santa Sede il 3 maggio 1986.
Al Centro affluiscono le relazioni e le notizie di ogni genere riguardanti le attività dei Gruppi in tutto il mondo.

Il Centro è in contatto costante con i Gruppi, li assiste nelle loro iniziative, fornendo tutti i dati necessari e il materiale occorrente. Incoraggia, orienta, dissuade quando è necessario. Impartisce loro istruzioni e informazioni anche mediante circolari e comunicati.

Il Centro dei Gruppi di Preghiera è sempre a disposizione degli aderenti ai Gruppi, dei pellegrini e dei devoti di San Pio che giungono a San Giovanni Rotondo.
Il Presidente dell'Opera, che è anche Direttore Generale dei Gruppi di Preghiera, è a completa disposizione per tutto quanto concerne i loro problemi di organizzazione e partecipa alle loro iniziative e manifestazioni secondo le sue possibilità.

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Modulistica

 
 
 

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Contatti

Centro Gruppi di Preghiera "Casa Sollievo della Sofferenza"
Viale Cappuccini, 172
71013 San Giovanni Rotondo (FG)
Telefono: 0882 410252, 0882 410486
Fax: 0882 452579
E-mail: centrogruppidipreghiera@operapadrepio.it

Si può contattare il Centro Gruppi di Preghiera anche con Skype, durante l'orario di ufficio quando gli operatori sono online.

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Il giubilo nello Spirito di Padre Pio

«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Si, o Padre, perché così è piaciuto a te».

I versetti 25 e 26 del capitolo 11 dell’Evangelo di Matteo (insieme con gli altri dal 27 al 30), sono proclamati nella celebrazione eucaristica propria di San Pio da Pietrelcina.
Fedeli alla regola della Lex Orandi e secondo il metodo della Lectio divina ci chiediamo: Cosa significano questi versetti? Cosa hanno detto a Padre Pio e, quindi, a noi?

1 - Significato e contesto
«La stupenda benedizione che oggi leggiamo nel Vangelo, dice G. Ravasi in Secondo le Scritture, Anno A, pag. 203, – è l’unica preghiera di Gesù riferita dai Sinottici: il Padre Nostro è, infatti, “insegnato” ai discepoli, mentre al Getsemani e sulla Croce sono annotate dagli evangelisti solo brevi invocazioni. Su questa preghiera di straordinaria intensità sono state compiute molte analisi: ogni parola ha un suo valore che si alimenta al messaggio dell’Antico Testamento e si espande nella visione del Regno e del suo mistero rivelato dal Cristo».
Tutto il passo di solito è chiamato «giubilo messianico» poiché nel suo parallelo, Luca (10, 21-24) ha come esordio: «in quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse…».
Il Contesto è alquanto incerto. È suggestivo pensare che essendo la traduzione letterale: «in quel tempo, avendo risposto, Gesù prese a dire...» ed avendo ancora parlato Lui precedentemente in 11, 20-24 con le invettive contro le città benestanti del lago di Tiberiade, in realtà Gesù non stia rispondendo a qualcuno o a qualcosa ma alla sollecitazione dello Spirito in una esperienza interiore orante.
In questo contesto e sotto la mozione dello Spirito, Gesù, allora, rifiutato dai potenti, dichiara esplicitamente la sua preferenza per i poveri, i semplici, gli ultimi, i piccoli, in un canto di lode e di gioia distinto in tre strofe connesse tra di loro.
Ci fermiamo sulla prima strofa, Mt 11, 25-26, che G. Ravasi (Idem pag: 202) sintetizza così: «È una benedizione, cioè un ringraziamento che sale dalla terra verso Dio “come incenso, con le mani alzate nel sacrificio della sera” (Sal 141, 2). Gesù ringrazia il Padre perché dal mistero del Regno di Dio, cioè dal progetto di salvezza che Dio sta attuando nella persona del Cristo, è caduto il velo e gli occhi non altezzosi e non pieni di sé dei poveri e degli umili lo possono contemplare. Nella persona del Cristo piccolo e disprezzato i piccoli della terra riescono a vedere l’azione del “Signore del cielo e della terra”. I sapienti, gli intelligenti orgogliosi hanno invece gli occhi spenti e vedono in Gesù solo un modesto predicatore galilaico, figlio di un artigiano, degno solo di ironia per le sue velleità».

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Padre Pio e noi: icone di Cristo nello Spirito

Per quasi un anno, carissimo lettore, abbiamo dialogato sul tema dell'identità dei Gruppi di Preghiera.
Un viandante assorto nelle cose della sua vita e distratto dagli impulsi continui di un mondo che non sempre pensa come Cristo, se si fosse fermato a leggere gli articoli del 2004 della nostra rivista forse avrebbe trovato il perchè dell'appartenenza ad un gruppo tra i tanti che si presentano nell'orizzonte ecclesiale attuale. Il nostro tentativo scrivendo quegli articoli, è stato quello di rendere ragione della nostra esistenza e, insieme, di fondare la nostra attualità alla scuola di San Pio da Pietrelcina e con Lui alla scuola della Parola di Dio, della grande Tradizione della Chiesa, e del Magistero del Papa e dei Vescovi.

In questo 2005 è nostra intenzione contemplare il volto di Cristo sul quale Padre Pio si è modellato; rimettere (se qualcuno non lo avesse ancora fatto) Cristo al centro; ripartire da Cristo, come Giovanni Paolo II continuamente ci ha invitato a compiere. Ancora nella Mane nobiscum Domine, al numero 6 scrive: "Cristo infatti è al centro non solo della storia della Chiesa, ma anche della storia dell'umanità. In lui tutto si ricapitola (cfr Ef 1,10; Col 1,15-20). Come non ricordare lo slancio con cui il Concilio Ecumenico Vaticano II, citando il Papa Paolo VI, confessò che Cristo è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni"
Al numero 8 della stessa Lettera apostolica, il Papa continua: "L'eredità del grande Giubileo fu in qualche modo raccolta nella lettera Apostolica Novo Millennio ineunte. In questo documento di carattere programmatico suggerivo una prospettiva di impegno pastorale fondato sulla contemplazione del volto di Cristo, all'interno di una pedagogia ecclesiale capace di tendere alla "misura alta" della santità, perseguita specialmente attraverso l'arte della preghiera".
Sono qui le coordinate delle nostre riflessioni per il 2005.

1 - Contemplazione del Volto di Cristo: "Il tuo Volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo Volto" (Sal 27,8-9). A questo supremo e profondo bisogno dell'uomo Dio risponde facendosi vedere, toccare: "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14,9). La via della contemplazione, poi, è una sola: quella della sua Parola annunciata, trasmessa, scritta: "Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (...), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi (...). Queste cose vi scriviamo, perchè la vostra gioia sia perfetta" (1 Gv 1,1-4).

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Nel cuore di Dio il sollievo di ogni sofferenza

Il riposo nel Signore come dono dello Spirito Santo all’anima che cerca la volontà di Dio pur tra le afflizioni della vita merita un approfondimento. Concludevamo con queste parole l’articolo precedente.
In sintesi, dicevamo che l’affermazione del Vangelo: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi ristorerò» (Mt 11,28) collega il ristoro, la quiete dello spirito con le fatiche e le oppressioni della vita.
I poli della spiritualità di Padre Pio sono proprio questi: i fratelli con le loro sofferenze e Dio con il suo sollievo. Padre Pio, posto tra Dio e i fratelli, sente che il suo ruolo è quello di stare dalla parte di Dio, ricevendo e dando sollievo, e dalla parte dei fratelli, assumendosi e alleviandone le sofferenze. «Sollievo» e «sofferenza» sono due anelli della catena ininterrotta che è la vita dello spirito. Nella sofferenza, nella croce, Dio ci modella, ci purifica in vista della unione nuziale d’amore con Lui. Raggiunto questo stato di gaudio, di pace, di sollievo alle sofferenze dell’anima, Dio ci «strizza» ancora, ci purifica di nuovo con la sofferenza in vista di un grado superiore di unione con Lui.
Ci chiediamo: Questo cammino spirituale è riservato solo ad alcuni oppure è di tutti?
La risposta a noi sembra certa: è un cammino per tutti! Spesso sono i ritardi, le ribellioni, la non comprensione (forse anche dovuta alla mancanza di veri direttori spirituali!) che non consentono di raggiungere il traguardo di una unione più profonda con Dio. Altre volte, le pigrizie spirituali, la paura di un Dio che ci vuole condurre su strade non gradite, l’anteporre i nostri programmi umani al progetto di Dio ci fanno fermare a traguardi minimi.

Padre Pio è sulla scia della grande e ininterrotta spiritualità della Chiesa

Cosa pensa Padre Pio a riguardo?
Vorrei invitarvi ancora una volta a leggere l’Epistolario di San Pio. Nella corrispondenza con Raffaelina Cerase, riportata nel volume II, intrecciandosi l’esperienza spirituale del Direttore con quella della diretta, Padre Pio vi ritorna più volte.

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